Inpgi, il condono delle sanzioni civili per i datori di lavoro inadempienti


6 mar 2020 Con circolare n. 4 del 3 marzo 2020, l’Inpgi rende nota la possibilità di procedere alla sanatoria delle inadempienze contributive determinatesi entro il 25 febbraio 2020, tanto nei casi di evasione che di omissione contributiva, con l’integrale pagamento della contribuzione dovuta e di una somma aggiuntiva pari al 3%, in luogo delle sanzioni civili.


Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, con nota del 25 febbraio 2020, ha approvato la delibera Inpgi del 24 ottobre 2019, a mezzo della quale l’Istituto, avvalendosi dell’autonoma potestà normativa in materia di sanzioni, ha riconosciuto ai datori di lavoro la facoltà di sanare le inadempienze contributive verificatesi entro la data di approvazione dell’atto da parte dei Ministeri vigilanti.
Pertanto, sia nei casi di evasione che di omissione contributiva, le inadempienze determinatesi entro il 25 febbraio 2020 nei confronti della Gestione previdenziale Inpgi sostitutiva dell’AGO (lavoro dipendente), anche se non ancora accertate, possono essere sanate con il pagamento integrale della contribuzione dovuta e di una somma aggiuntiva pari al 3% su base annua dei contributi non pagati, nel limite del 25% dell’importo totale dei contributi omessi o evasi.
Possono avvalersi della misura agevolativa i datori di lavoro tenuti al versamento dei contributi previdenziali per legge e/o contratto, debitori per omesso o ritardato pagamento degli stessi. La regolarizzazione può riguardare sia i soggetti già iscritti, che quelli di prima iscrizione. I periodi contributivi oggetto di regolarizzazione sono quelli maturati fino al 25 febbraio 2020 (periodo di paga di competenza “gennaio 2020”), essendo irrilevante che i debiti siano oggetto di controversie pendenti in sede amministrativa o giudiziale, qualsiasi sia il grado di giudizio.
Al riguardo, peraltro, per la presentazione di domande di sanatoria non è ammessa la riserva di ripetizione (Corte di Cassazione, S.U., sentenza n. 4918/1998), sicchè:
– nei casi di controversia amministrativa in atto, l’azienda che intenda avvalersi della sanatoria deve effettuare la dichiarazione di riconoscimento del debito contributivo;
– nei casi di controversia giudiziale, l’azienda deve, ulteriormente, effettuare la rinuncia agli atti ed all’azione relativa al debito contributivo oggetto di condono, fermo restando che anche l’Inpgi effettua identica rinuncia nel caso in cui abbia promosso azioni giudiziali contro l’azienda, previa dichiarazione di riconoscimento del debito contributivo da parte dell’azienda stessa.
Le istanze di condono relative all’intero contenzioso contributivo o a parte di esso, devono essere presentate dalle aziende all’Inpgi entro e non oltre lunedì 31 agosto 2020. A tal fine, per le richieste inoltrate a mezzo posta fa fede la data del timbro postale ovvero la data di inoltro della PEC.
Gli importi relativi ai contributi ed alle sanzioni possono essere versati in unica soluzione o mediante rateazione, con applicazione di un tasso di interesse dell’1,5% su base annua, sino a:
– 12 mesi, qualora l’importo oggetto di rateazione sia inferiore a 20.000,00 euro;
– 24 mesi, qualora l’importo sia compreso tra 20.001,00 e 50.000,00 euro;
– 36 mesi, qualora l’importo sia superiore 50.001,00 euro;
Nella domanda di condono, le aziende devono specificare il numero delle rate mensili in cui intendono effettuare il pagamento. Il mancato versamento di due rate anche non consecutive comporta, per il debito residuo, la decadenza dai benefici del condono e la conseguente attivazione delle procedure di recupero, con il ripristino delle sanzioni civili in misura intera.
La sanatoria può avere ad oggetto anche debiti contributivi per i quali l’azienda sia già stata ammessa al pagamento rateale, limitatamente alle rate non ancora pagate. Anche in tal caso, l’importo dovuto può essere corrisposto in un’unica soluzione ovvero in un numero di rate mensili da 12 a 36, ma comunque non superiori a quelle del precedente piano di ammortamento, non ancora scadute all’atto della presentazione della domanda di condono.
Il pagamento, in unica soluzione o in forma rateale, deve essere effettuato utilizzando il modello F24/accise, indicando il codice tributo “CR01”.
I moduli per la presentazione della domanda di condono, denominato “COND. 47/2019”, sono reperibili nella sezione modulistica del sito internet dell’Istituto (www.inpgi.it). Gli stessi vanno presentati, debitamente compilati e sottoscritti, entro la suddetta data di scadenza.
L’Istituto, verificata la domanda e la documentazione allegata, comunica all’azienda, a stretto giro di posta, l’ammissione al condono ed i termini per il versamento delle somme dovute.