Misure di sostegno al reddito per i lavoratori del settore dei call center: istruzioni operative


Con circolare n. 21/2020, l’Inps fornisce istruzioni operative per la gestione delle misure di sostegno al reddito in favore dei lavoratori del settore dei call center, di cui all’articolo 44, comma 7, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, finanziate per l’anno 2019 dall’articolo 26-sexies del decretolegge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26.


Il decreto interministeriale n. 22763/2015, all’articolo 1, riconosce ai lavoratori impiegati nel settore dei call center un’indennità pari al trattamento massimo di integrazione salariale straordinaria per una durata massima di dodici mesi.


L’articolo 2 prevede che la suddetta indennità possa essere richiesta in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa determinata da crisi aziendale, valutata dal Ministero del Lavoro sulla base dei criteri individuati dal medesimo dicastero nelle citate circolari n. 31/2015 e n. 8/2019.
Considerando che l’indennità è pari al trattamento massimo di integrazione salariale, non trova applicazione la disciplina della riduzione in percentuale della relativa misura del trattamento, di cui al comma 66 dell’articolo 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92, in caso di successive proroghe dei trattamenti di integrazione salariale in deroga (CIGD), in quanto non prevista dalla speciale disciplina normativa del settore dei call center.
L’erogazione della prestazione è subordinata all’emanazione di specifici decreti da parte del Ministero del Lavoro, contenenti le indicazioni relative all’azienda beneficiaria, al periodo concesso ed alla modalità di pagamento prevista (pagamento anticipato dell’indennità da parte dell’azienda e successivamente conguagliato oppure pagamento diretto da parte dell’Istituto).
I periodi di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, per i quali è ammessa l’integrazione salariale, sono riconosciuti utili ai fini del diritto e della misura alla pensione anticipata o di vecchiaia.


Ai sensi dell’articolo 4 del D.I. n. 22763/2015, è posto a carico delle imprese ammesse al trattamento un contributo addizionale nella misura prevista dall’articolo 5 del D.lgs n. 148/2015, a partire dal periodo di paga successivo al provvedimento di concessione dell’integrazione salariale e calcolato sulla retribuzione globale che sarebbe spettata ai lavoratori per le ore di lavoro non prestate (c.d. retribuzione persa).


Come specificato dal Ministero del Lavoro nella circolare n. 8/2019, a seguito dell’abrogazione della legge 8 agosto 1972, n. 464, da parte dell’articolo 46, comma 1, lettera e), del decreto legislativo n. 148/2015, le quote di trattamento di fine rapporto, relative alla retribuzione persa a seguito della sospensione o della riduzione dell’orario di lavoro, sono a carico del datore di lavoro.


Al fine di garantire un puntuale monitoraggio della spesa connessa alla erogazione della indennità in argomento, nonché alla correlata contribuzione figurativa, le aziende interessate utilizzeranno nel flusso Uniemens, per le autorizzazioni relative a decreti ministeriali riferiti a periodi di concessione di CIGD decorrenti dal mese di novembre 2019, le modalità di esposizione del conguaglio e del contributo addizionale con il sistema “Ticket”.
Si ricorda che per le autorizzazioni relative a decreti ministeriali riferiti a periodi di concessione di CIGD iniziati entro il 31 ottobre 2019, le imprese dovevano avvalersi del sistema della “CIG Aggregata” (cfr. il messaggio n. 3058/2019).
Una volta adottato il decreto di concessione, il Ministero del Lavoro provvederà a trasmetterlo all’Istituto e lo stesso sarà inserito nella piattaforma “Sistema Unico” per la successiva emissione dell’autorizzazione da parte delle Strutture territoriali competenti; l’autorizzazione dovrà essere prontamente notificata all’azienda tramite PEC.
Si rende noto che i decreti ministeriali di concessione della indennità pari al trattamento massimo di integrazione salariale straordinaria per i lavoratori del call center, riferiti a periodi di concessione di CIGD decorrenti dal mese di novembre 2019, saranno censiti dall’Istituto sulla piattaforma “Sistema Unico” con il nuovo codice intervento “667” e con il nuovo codice evento “668”.
Come precisato nella circolare n. 56/2016, relativamente ai trattamenti di CIGD, il termine dei sei mesi per il rimborso e il conguaglio della prestazione decorre dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del periodo concesso o dalla data del provvedimento di autorizzazione del trattamento da parte dell’Istituto se successivo.